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Le somme parlate 3.0

Autrice: maestra (Emi)Lia Venturato

Esercitarsi con migliaia, decine di migliaia e centinaia di migliaia

Continuando sulla falsa riga delle Somme Parlate di Rita Di Ianni (vedi: Le somme parlate e le somme parlate 2.0) ho preparato uno strumento per esercitarsi anche con la classe delle migliaia.

Le somme non sono più espresse in parole (quindi, in effetti, non sono più proprio “parlate”) ma con le targhe che simboleggiano le parole. Centinaia di migliaia sarà quindi scritto hk (ma letto da me, sempre, ‘centinaia di migliaia’), decine di migliaia sarà dak (idem c.s. per la lettura), le unità di migliaia saranno uk (oppure k, perché ci siamo detti che può essere scritto in entrambi i modi; e leggendolo lo chiamo ‘migliaia’ oppure ‘unità di migliaia’ indifferentemente).

Sul retro, insieme alle istruzioni, ho inserito una tabella come aiuto. Con i bambini ci siamo divertiti a scoprire che per scrivere 34 dak, che leggo “trentaquattro decine di migliaia“, posso scrivere sul foglio: 34, poi gli zeri che servono per le decine (ossia uno zero) e infine gli zeri che servono per le migliaia (ossia tre zeri). Così:

34 dak -> 34 decine di migliaia -> 34 0 000

Scrivendo sempre gli zeri in modo che la tripletta delle migliaia sia sempre separata è più facile che i bambini non cerchino di memorizzare che le decine di migliaia hanno 4 zeri (cosa che poi la memoria tende a non ritenere col tempo) ma che pensino alle parole DECINE di MIGLIAIA, quindi a 1 zero e poi 3 zeri. Almeno questo è quello che vorrei passare loro, perché mantenessero sempre la consapevolezza dell’ordine di grandezza con cui stanno lavorando.

Qui trovate il file per realizzare lo strumento.

La busta fatta con la foratrice a più fori e la cucitura col nastro è dovuta al fatto che mi sono appena dotata di questo strumento, ma, ovviamente potete sostituirla come meglio credete!

Doppio e …pló!

Autrice: maestra (Emi)Lia Venturato

Un gioco per potenziare le moltiplicazioni a mente con strategie personali e introdurre il concetto di multiplo

Volevo pensare ad uno strumento per potenziare le capacità di calcolo a mente e, riferendomi alle indicazioni del Progetto Ar.Al, mi è venuta voglia di preparare qualcosa che spingesse le bambine e i bambini ad aumentare la propria familiarità con ‘doppio’, ‘triplo’, ‘quadruplo’, ‘quintuplo’ e, perché no… anche ‘sestuplo’, ‘settuplo’, ‘ottuplo’, ‘nonuplo’, ‘decuplo’ e ‘centuplo’.

Ho dovuto verificare sul vocabolario la correttezza di queste parole, perché non le usiamo praticamente mai nel linguaggio parlato. Mi sono rincuorata quando ho visto che avevo ragione: si diceva proprio così. Qualcuno, in qualche momento della mia vita, deve avermelo insegnato.

Non le usiamo, è vero, ma sono parole molto interessanti: nascondono quantità matematiche precise, senza dare indicazioni su come calcolarle. Ognuno è libero di trovare la propria strada, e questo mi piace molto.

Per chi non si sente sicuro a cercare una via in modo totalmente autonomo, ho inserito sul retro delle carte-multiplo dei suggerimenti. Ma non devono essere obbligatoriamente seguiti, sono solo aiuti per accendere la mente.

Si gioca con le carte da gioco (un mazzo a cui si tolgono figure e 10) e serve una calcolatrice per l’autocorrezione. Si può giocare da soli, oppure a coppie o piccolo gruppo sfidandosi.

Potete trovare qui il file per costruire lo strumento.

Timbuktu

Autrice: maestra (Emi)Lia Venturato

Per imparare a scrivere e leggere ritmi musicali ma anche a frazionare il tempo

Durante un progetto di musica con l’esperta (Roberta Fantozzi della Filarmonica Volere è Potere di Pontedera)  abbiamo cominciato a lavorare in classe sul ritmo, usando la voce e le parti del nostro corpo.

Roberta ha presentato 4 simboli, legandoli tra loro con una storia che ha raccontato ai bambini. Questi simboli erano dei personaggi ed avevano un nome: pa, ti-ti, te-che-te-che e sch. Durante la lezione, svolta con i simboli ingranditi che i bambini erano liberi di affiancare in quartetti (per raggiungere la battuta di 4/4), ognuno ha provato a fare il compositore e poi il direttore d’orchestra, dirigendo i propri compagni nell’esecuzione.

Nella mia mente è nata immediatamente l’idea di costruire qualcosa per il piano di lavoro; uno strumento che permettesse ai bambini di sbizzarrirsi e confrontarsi con questa attività in autonomia. Roberta ha pronunciato la frase che ci voleva: ‘bambini, se volete potete anche disegnarvi i simboli e giocarci quando vi piace’.

Ecco che nella mia testa si è presentato il semplicissimo strumento a cui poi, con l’aiuto di Alberto, avrei dato il nome di Timbuktù.

Si gioca in coppia o piccolo gruppo. Una persona compone il proprio ritmo, costituito da una battuta o da più battute. L’altra/gli altri leggono la composizione e la riproducono con la voce, chiamando i simboli con i loro nomi e facendo proprio il ritmo.  Quando si sentono sicuri, provano a riprodurla con il corpo o con semplici strumenti musicali. La fase della voce può essere saltata nel caso in cui si lavori con bambini che hanno difficoltà o imbarazzo a cantare e, magari, preferiscono e possono eseguire direttamente il ritmo in modo strumentale.

Nel periodo in cui abbiamo fatto questo lavoro, stavamo affrontando le frazioni e ci stavamo anche interrogando su come si potesse frazionare il tempo. Oltre a parlare di orologi, ore, minuti, secondi e via di seguito… ci siamo dati al lavoro sulle frazioni in musica, scoprendo i quarti, gli ottavi e i sedicesimi musicali.

Trovate qui il file per costruire lo strumento.

Frazioni mascherate

Autrice: maestra (Emi)Lia Venturato

Un gioco per sfidarsi nel riconoscimento delle frazioni apparenti

Durante il lavoro sulle frazioni abbiamo scoperto, con la classe, che alcune di loro nascondono dei numeri interi ed è cominciato un bel brainstorming su quali frazioni potessero nascondere il numero 1, oppure il 2, oppure altri interi.

Abbiamo scoperto che possiamo scrivere infinite frazioni, equivalenti tra di loro, e che nascondono numeri molto più semplici.

Era Halloween quando ci siamo imbattuti in questo argomento e ci siamo divertiti ad immaginare i numeri che si travestivano da frazioni per non essere riconosciuti. Ovviamente, il gioco che ci è piaciuto di più è stato quello di smascherarle.

Si tratta di un gioco semplice ma che può aiutare i bambini ad esercitarsi.

Puoi scaricare il file Frazioni_mascherate.

Figure pericolose

Ideatrice: Rita Di Ianni

L’idea per questo nuovo strumento è partita dopo aver seguito un laboratorio (con Antonella Castellini) al primo convegno Carme di Pistoia. Volevo riportare nel Piano di lavoro un pezzettino dell’esperienza vissuta e declinarla ad uso e consumo delle mie classi.

Il gioco Figure pericolose è composto da 16 carte, in ogni carta è riportato un disegno geometrico su sfondo bianco. La richiesta è quella di lavorare in coppia, osservare bene la figura e provare a ricreare il disegno sul proprio quaderno. Quali capacità bisogna mettere in gioco per ricreare un certo disegno geometrico? Quali domande possiamo farci prima di iniziare a disegnare? 

Giocando i bambini scoprono che più dei dati,  delle info o delle rilevazioni di misure sono fondamentali le relazioni tra le varie parti della figura. È possibile infatti riprodurre i disegni in tantissime grandezze, più grandi o più piccole poco importa (vedi foto), ma è la proporzione che ci aiuterà a capire se quanto fatto va bene o no; se un segmento parte dalla metà del lato, questa relazione verrà mantenuta sia su un lato di misura 4 quadretti, sia su uno di 6, 8,10 o 11 quadretti.

Per entrare nella giusta atmosfera di gioco consiglio di: proiettare alla LIM inizialmente una sola figura e lasciare che le osservazioni nascano dal gruppo classe; guidare la discussione con l’ottica di rafforzare i commenti legati alle relazioni tra le parti disegnate; lasciare poi ai bambini del tempo per riprodurre il disegno sul quaderno. Solo successivamente introdurre il gioco nel Piano di lavoro matematico.

Per giocare è possibile stampare il file, plastificarlo, ritagliarlo e assemblarlo in un contenitore. Buon divertimento!

Frazioni equivalenti

Autrice: maestra Rita Di Ianni

Nella foto c’è un errore! 🙂

Ho creato queste carte per introdurre le frazioni equivalenti.

Alla lavagna ho scritto il titolo della lezione “Frazioni equivalenti” e detto che avremmo provato a capire meglio cosa fossero, ma per iniziare avevo bisogno che un primo concetto fosse chiaro a tutti.

Ho chiesto loro se la figura in foto fosse divisa in quarti: 

Attraverso la tecnica semplificata del DEBATE (argomentare e dibattere) i due gruppi che si sono formati (SI/NO) hanno provato ad argomentare le loro opinioni. Appurato che fosse effettivamente una suddivisione in quarti ho dato il via al gioco.

Ho consegnato ai quattro gruppi di lavoro una busta contenente tutte le carte delle frazioni, tutti avevano lo stesso materiale. Ho chiesto loro di dare un nome alle frazioni colorate e motivare la scelta.

Subito è iniziato il grande lavoro di nomenclatura, c’è chi ha individuato più di 30 frazioni “differenti” e chi un po’ meno, i gruppi scrivevano su un pezzo di carta la frazione e posizionavano la figura sotto.

I gruppi di lavoro poi si sono confrontati e hanno osservato le scelte fatte dagli altri. Ad alcune carte erano state assegnate frazioni “diverse” e così si è aperta una bella discussione. Chi aveva ragione? E perché? “Secondo me dipende dalla linea che vuoi vedere…” “basta spostare mentalmente i colori da una parte e torna 1/3, ma anche 2/6 va bene…” “questa vale 1 ma volendo anche 4/4…

Alla fine ho detto loro che il gioco vero e proprio sarebbe partito da quel momento, dato che in realtà TUTTE le loro carte avrebbero potuto avere solo 6 rappresentanti. Ho consegnato loro i rappresentanti (carte rosse) e chiesto di posizionare nuovamente tutte le carte delle frazioni sotto i rappresentanti, tenendo conto delle riflessioni fatte.

Man mano che raccoglievano vari tipi di nomenclature sotto lo stesso cappello io scrivevo alla lavagna le frazioni così:

Cosa significa allora che due frazioni sono equivalenti? Ne è nata una bella discussione dopo aver toccato con mano e ragionato sui disegni.

Il gioco è poi rimasto a disposizione del piano di lavoro matematico: si può giocare da soli o a coppia. È possibile servirsi delle striscioline colorate per trovare tutte e sole le carte che rappresentano una determinata frazione; se si gioca in due un giocatore può fornire una specifica richiesta all’altro giocatore e viceversa, finché tutte le carte sono state posizionate.

Potete scaricare le carte delle frazioni qui: 

Da qui è nata l’idea delle carte delle frazioni: https://ilpiccolofriedrich.blogspot.com/2018/11/le-carte-delle-frazioni.html

Altri modi per giocare con le carte li trovate qui: https://crescereinmatematica.blogspot.com/2023/04/approcci-visivi-alla-matematica_19.html

Buon divertimento!

Il cerchio dei brevetti 

In versione matematica

Autrice: maestra Rita Di Ianni

Quest’anno insegno in due quinte e abbiamo stabilito di creare un gioco matematico per la giornata del Pi greco-day, in modo da passare il 14 marzo a giocare tutti insieme. Quale miglior modo di festeggiare la matematica?

Continua la lettura di Il cerchio dei brevetti 

Domino dei numeri razionali

Segnalazione di: Rita Di Ianni

Il sito di MaMa è per me fonte inesauribile di materiale preziosissimo. Giochi, problemi, schede modificabili e scaricabili gratuitamente, grattacapi matematici scritti a regola d’arte e il tutto in una veste grafica superaccattivante. Insomma un materiale più unico che raro!

Da un po’ di giorni le mie quinte si sono appassionate al gioco “Domino dei numeri razionali”: ho dato loro le carte e detto che il gioco può ritenersi concluso una volta riusciti a costruire un percorso chiuso e continuativo con le carte presenti. Ovviamente essendoci più rappresentazioni per alcuni numeri razionali il percorso può avere diversi sviluppi e non sempre si conclude con un circuito chiuso. Questo rende ancora più sfidante lo strumento.

È possibile scaricare questo gioco al link Domino dei numeri razionali. Buon divertimento!

Mathemonsterchen

Segnalazione di: Rita Di Ianni

Il “mostro della matematica” è un sito tedesco ricchissimo di giochi/schede scaricabili. Lo trovate al link https://mathemonsterchen.de/Startseite/

Tantissimo il materiale a disposizione da scaricare e utilizzare in classe!

Le somme parlate 2.0

Autrice: maestra (Emi)Lia Venturato

Esercitarsi con centinaia, decine e unità

Il nome Somme Parlate mi piace molto e lo devo a Rita Di Ianni.
Dopo aver usato con la classe le sue Somme Parlate mi è venuta voglia di farne una versione successiva, senza la parte grafica della quantità ma con l’esplicitazione delle quantità in formato numerico.

Siamo in terza, con la mia classe, ed è diventato più comodo usare i numeri, dopo il grande lavoro fatto negli anni precedenti con la rappresentazione delle quantità.

Siamo ripartiti dal concreto e abbiamo costruito centinaia in molti modi diversi, usando tanti strumenti e tante idee. Ora che ci siamo chiariti il concetto attraverso i nostri laboratori, possiamo addentrarci nel gioco delle Somme Parlate.

Si tratta di quantità raccontate in italiano, usando le parole unità, decine e centinaia. Ma in realtà sono somme nascoste tra le parole ed è divertente riuscire a capire che numero si cela dietro tutto quel parlare.

Ecco che 5 centinaia, 4 unità e 20 decine diventano per noi:

500 + 4 +200 

Scritte in linguaggio matematico ci sembrano già più comprensibili e riusciamo a dire che nascondono il numero 704.

Il gioco è costituito da delle carte plastificate, una/un bambina/o legge, l’altra/o (o gli altri) scrivono sul quaderno e scoprono il numero nascosto. Dietro la carta c’è la soluzione. Niente toglie di utilizzarlo anche per un lavoro individuale, di ‘allenamento’ in solitaria.