Archivi tag: classe terza

Punti di vista sul Mondo

Autrice: (Emi)Lia Venturato

Un gioco per svincolarsi dalla visione eurocentrica della geografia.

Mi sono spesso interrogata su come far divertire le mie alunne e i miei alunni con la geografia e su come dar loro una visione il più possibile corretta del nostro pianeta.

Spesso, approfondendo con loro, abbiamo immaginato un extraterrestre che arrivasse sul nostro pianeta. Ovviamente nessuno poteva prevedere da che parte dello spazio potesse arrivare e dove potesse atterrare. Il punto di vista sarebbe stato molto molto differente, a seconda del punto di avvicinamento e di atterraggio. Ci abbiamo un po’ giocherellato con il mio mappamondo parallelo durante le nostre lezioni esplorative.

Mi è però venuta una gran voglia di costruire uno strumento per farli continuare a giocare a questo gioco di immaginazione, in autonomia; così che dalle loro piccole discussioni di coppia potessero nascere altri spunti di riflessione e crescere nuovi dubbi, motore di apprendimento.

Punti di vista sul mondo si compone di:

  • un pannello da tavolo (che io ho realizzato con due pouches da plastificatrice A4 attaccate con due velcrini; per poterlo smontare e mettere in una cartellina A4)
  • un pannello più piccolo ‘da qui non vedo…
  • una piccola palla mappamondo, che chiamerò palla-Terra
  • le sagome dei continenti
  • un supporto per la palla-Terra, fatto con il cilindro residuo di un nastro adesivo.

Noi ci giochiamo così:

Una/un bambina/o prende la palla-Terra e decide qual è la direzione da cui arriva l’immaginario extraterrestre e la fa vedere velocemente alla/al compagna/o. Poi nasconde la palla-Terra, posizionandola sul suo supporto in modo che il punto previsto di atterraggio sia in cima.

La/il compagna/o prova a sistemare sul pannello ‘Punti di vista sul mondo’ i continenti come pensa li possa vedere l’extraterrestre e mette via (sul pannello ‘da qui non vedo…’) quelli che a suo parere non saranno visibili.

Si controlla poi insieme osservando la palla-Terra; sono stati scelti i continenti che effettivamente si possono vedere da quel punto di vista? Sono orientati in modo corretto? Sono ‘dalla parte giusta’?

A seconda delle conoscenze geografiche degli alunni e della loro età la palla-Terra può essere lasciata a vista, così da facilitare lo studio in cooperazione; oppure può essere fatta vedere brevemente e poi tolta, oppure… può essere solo detto il continente di atterraggio (questo può creare interessanti stimoli perché il solo continente, senza la sua orientazione, può dare punti di vista differenti).

Insomma, si tratta di un gioco molto stimolante, a mio parere, e che può essere usato in modi anche molto diversi. Sono certa che potrete trovarne altri da condividere a vostra volta.

Essendo stato fatto a mano, senza un file da poter allegare, inserisco in questo articolo alcune foto che possono aiutare nella sua realizzazione.

Correttore 5 errori

Autore: maestro Luca

Quest’anno, in maniera ancora più metodica del solito, ho dedicato una mattinata alla settimana al laboratorio di scrittura, seguendo la metodologia proposta da Italian Writing Teachers, ora chiaramente esposta nel libro di Michela Griggio e Loredana Semperlotti, Scrittori e scrittrici in cammino (Ed. Erickson). La particolarità del mio approccio sta nel fatto che quasi sempre ho creato un gioco o un esercizio di supporto alla minilesson, utilizzabile liberamente anche nel piano di lavoro. Questa attività, richiamata anche nel quadernone del laboratorio, rimaneva poi a disposizione per mesi per chiunque desiderasse rinforzare le proprie capacità in quel campo.

All’interno del percorso ho dedicato molto tempo al “rimettere le mani sul testo”. Ho diviso questa operazione in due azioni distinte: la correzione e la revisione. Correttore 5 errori è stato pensato come supporto al laboratorio di scrittura, ma in realtà può anche essere usato da chiunque come esercizio autocorrettivo nel piano di lavoro.

Trovare gli errori in un testo è un’abilità molto complessa. Intanto non si sa in anticipo cosa cercare e questo destabilizza. Inoltre non si sa dove cercarlo: tra le 50 parole del testo solo 5 sono sbagliate. Ma quali? Per questo ho deciso di preparare testi semplici, tutti strutturati allo stesso modo, di circa 40-50 parole. Le storielle sono state ideate da OpenAI, lo ammetto. Però ho dovuto risistemarle parecchio. Diciamo quindi che sono un team work tra me e i data system. In ognuna ho inserito a mano 5 errori di ortografia. Questo aiuta chi cerca. Non so dove cercare, ma per lo meno so che arrivato a 5 ho finito!

Alla fine mi pare che funzionino. Provateli.

Ieri oggi domani

Autore: maestro Luca

Lo scoglio dello studio dei verbi mi assilla da anni. Da un lato la trovo fondamentale, molto di più che tutta la nomenclatura delle tipologie di nomi o di aggettivi. Alla fine il verbo è l’elemento che fa funzionare i discorsi. Dall’altro è snervante la fatica che fanno gli alunni ad operare trasformazioni, modifiche, coniugazioni adeguate al contesto. La richiesta: “Porta questo testo dal passato remoto al passato prossimo”, ad esempio, richiede competenze alte e produce occhi strabuzzati. Per questo l’esercizio analitico penso che abbia senso: scomporre in singole abilità una competenza aiuta ad affrontarla senza farsene sovrastare.

Fine del preambolo, ecco l’esercizio. La richiesta è mirata. Da una frase scritta in tempo presente se ne devono creare due, una nel tempo futuro semplice (domani) e una nel tempo passato prossimo (ieri). Sembra un esercizio meccanico, e certamente lo è quando si acquisisce il meccanismo. Tuttavia richiede dei prerequisiti tutt’altro che banali. In primis bisogna saper trovare il verbo nella frase. Poi bisogna passare dal presente all’infinito e da questo ai due tempi richiesti.

Semplice? Mah. Provate per verificarlo.

Trova verbo-nomi-aggettivi

Autore: maestro Luca Randazzo

Non è semplice dare un nome evocativo ad un tradizionale esercizio di analisi grammaticale, solo con la scusa che sia autocorrettivo e che usi le mollette. Tuttavia il fatto di poter “pescare” le striscioline, attaccare le mollette, arrotolare il filo ed avere la gratificazione della correzione immediata rende il lavoro più piacevole.

Il risultato alla fine è lo stesso ovviamente: saper trovare il verbo nella frase e poi i nomi e gli aggettivi qualificativi. Tuttavia la pensata del filo che si arrotola intorno alla molletta del nome corrispondente rende concreto il legame di concordanza nome-aggettivo. E questa mi sembra un’idea interessante.

Lo strumento è molto semplice. Da un lato è scritta una frase. Va letta attentamente per trovare il verbo. Questo va segnalato con la molletta rossa. In seguito vanno trovati i nomi (mollette blu). Infine si cercano eventuali aggettivi qualificativi e si “legano” al nome corrispondente con il filo di lana.

La correzione si trova sul retro.

Quanto dura?

Autore: maestro Luca Randazzo

Ecco qui il secondo strumento per operare sulla linea del tempo. Secondo me esso necessita di aver ben compreso come si posizionano gli eventi (vedi in proposito lo strumento EVENTI PALLINA). Tuttavia i bambini mi hanno dimostrato che le due capacità sono parzialmente indipendenti. C’era chi riesce meglio in una e chi nell’altra.

Questo strumento serve a decodificare la durata del tempo dalla lettura della linea.

Per i lavori di posizionamento delle periodizzazioni, delle fonti e degli eventi relative alle varie civiltà noi usiamo una striscia di carta sulla quale è rappresentata la cronologia storica completa (dal 3000 a.C. ai tempi di oggi). Ogni secolo è lungo 20 cm. Questo rende necessario srotolare la linea totale di 10 metri nel corridoio.

Ogni secolo è diviso in quarti, secondo la scansione di 25-50-75 anni. Di fatto, sono le durate delle generazioni, più o meno. Queste dimensioni permettono di apprezzare la durata della vita umana.

Lo strumento rappresenta una riproduzione in scala della nostra linea enorme, nella quale un quadretto rappresenta 25 anni e di conseguenza ogni 4 quadretti la durata risulta di un secolo. Lo strumento riporta una striscia colorata, che rappresenta un periodo storico immaginario (una periodizzazione di una civiltà, la permanenza di una caratteristica culturale o economica…). I bambini devono calcolare quanto tempo duri il periodo indicato con la striscia. Sul retro c’è la soluzione per l’autocorrezione.

Sembrerebbe ovvio: basta moltiplicare il numero di quadretti per 25 anni. Oppure contare 100 ogni 4 quadretti. Tuttavia per alcuni bambini non è così immediato. Diventare veloci in questo tipo di calcolo permette poi loro di muoversi con relativa rapidità sulla linea quando i periodi da immaginari diventano reali. Nella mia classe l’utilizzo sicuro di questo strumento serviva anche ad acquisite il brevetto di MISURATORE DEL TEMPO. Chi volesse saperne di più sui brevetti, consulti l’apposita pagina di questo blog.

Per aiutare i bambini che facevano più fatica ho anche creato, insieme a loro, dei rettangoli da 100, 50 e 25 anni delle dimensioni adatte alla linea grandissima (quella da srotolare nel corridoio). In questo modo possiamo effettuare il calcolo posizionando i rettangoli e sommando il tempo.

Di questo strumento non esiste digitalizzazione, e va quindi ricreato manualmente seguendo le istruzioni di quest’articolo. Spero siano abbastanza chiare!

Eventi pallina

Autore: maestro Luca Randazzo

La cronologia alla scuola primaria è sempre un grosso scoglio. Intanto comprende i numeri negativi (date Avanti Cristo), che loro non dominano. Inoltre richiede una capacità di frazionare il centinaio a occhio cosa che i bambini fanno fatica a mettere in atto. Dove metto il 1925… certo tra 1900 e 2000, “quanto” dopo il 1900?

Per i lavori di posizionamento delle periodizzazioni, delle fonti e degli eventi relative alle varie civiltà noi usiamo una striscia di carta sulla quale è rappresentata la cronologia storica completa (dal 3000 a.C. ai tempi di oggi). Ogni secolo è lungo 20 cm. Questo rende necessario srotolare la linea totale di 10 metri nel corridoio.

Ogni secolo è diviso in quarti, secondo la scansione di 25-50-75 anni. Di fatto, sono le durate delle generazioni, più o meno. Queste dimensioni permettono di apprezzare la durata della vita umana.

La prima attività di approccio a questa linea è stata la costruzione di rettangolini che fossero della lunghezza della vita della persona più anziana attualmente in vita che conoscevano, confrontata con la lunghezza della loro vita di bambini di 8 anni. Ma non è di questo che si deve parlare in questo articolo. Bensì di un’attività che mi ha permesso di farli esercitare nel posizionamento di eventi immaginari con precisione e sicurezza sulla linea del tempo.

Ho creato delle striscioline di carta. Sul fronte ho scritto tre date (con multipli di 25 anni all’interno di tre secoli) usando tre colori: rosso, verde e blu. Sul retro ho rappresentato una porzione di linea del tempo simile a quella grande.

I bambini posizionano la linea del tempo nel corridoio (tutte le scuole ne hanno uno lungo almeno 10 metri!). Poi cercano la zona che gli interessa e depositano tre palline colorate dell’abaco nei momenti corrispondenti a quelli indicati nell’esercizio. Sul retro trovano la soluzione.

Questo lavoro è impossibile da fare con la classe intera: troppo caos nel corridoio. E’ invece adatto al piano di lavoro, meglio in peertutoring. Con alcuni bambini, più in difficoltà, mi ci sono messo direttamente io nel piccolo gruppo. Tutti gli altri si sono arrangiati e hanno imparato con i compagni.

Io ho creato tre livelli di schede. Il primo aveva tutte le date nel Dopo Cristo. Il secondo le aveva nell’Avanti Cristo. Il terzo aveva le date a cavallo del primo secolo a.C. e il primo secolo d.C.

Questo strumento, unito con i numeri romani e la durata dei periodi (vedi strumento QUANDO DURA? )costituivano la prova del brevetto MISURATORE DEL TEMPO. Per un approfondimento sui brevetti, leggere le apposite pagine del nostro blog.

Purtroppo niente di questo è digitalizzato, ma realizzato su fogli a quadrettoni… per cui potete solo prendere ispirazione e costruirvi lo strumento seguendo le istruzioni che vi ho dato in questo articolo… sperando fossero chiare!

Mappamondo nella rete

Autore: maestro Luca Randazzo

Questo gioco/esercizio è nato da una proposta assembleare della nostra classe terza. O meglio, i bambini volevano imparare ad usare il mappamondo che avevamo in classe e hanno portato la questione in assemblea in questi termini: “Creiamo il brevetto mappamondo!”

E così, a seguito dell’approvazione della proposta, ci siamo messi a lavorare sui reticoli, sulle coordinate, sul coding. A margine di tutto questo, mi sono inventato un’attività che permettesse di esercitarsi a trovare i luoghi sul mappamondo e a capire di cosa si trattasse.

Per chi non avesse idea di cosa sia un brevetto, rimando alla sezione specifica del nostro blog. La mia classe ci ha lavorato molto, sia individualmente che in peer-tutoring (chi voleva raggiungere il brevetto si faceva aiutare da un compagno già brevettato). Alla fine si sono brevettati praticamente tutti.

Ah: la prova di brevetto era questa. Pesco tre carte e devo trovare i luoghi e dire cosa sono in meno di 5 minuti totali. Sfidante, no?

Il gioco è una “caccia al tesoro” dei luoghi attraverso le loro coordinate di latitudine e di longitudine. Io consiglio di far spostare prima i bambini lungo l’equatore (longitudine est/ovest) e poi scendere o salire di latitudine nord/sud. Infatti è più semplice per loro tenere il dito sull’equatore che dover seguire un parallelo qualunque.

Se volete seguire il filone… vi segnalo anche il GIOCO DEL MAPPAMONDO presente su questo blog.

Caccia ai personaggi

Autore: maestro Luca Randazzo

In classe cerco di seguire, a modo mio, le indicazioni del Writing and Reading Workshop, per il quale rimando al sito specifico. Alcune attività di attivazione si prestano poi a rimanere a disposizione nel piano di lavoro individualizzato, per chi avesse bisogno di rinforzare il meccanismo proposto.

Pieter Bruegel il Vecchio – Lotta tra Carnevale e Quaresima

Questo gioco è piaciuto molto quando l’ho usato come attivazione e molti/e bambini/e nella settimana successiva l’hanno usato a coppie in maniera autonoma nel piano di lavoro.

Sicuramente tutti voi avete presente i quadri di Pieter Bruegel il Vecchio. Uno lo trovate qui sopra. Sono immagini fiamminghe del Cinquecento. A me hanno sempre affascinato per la dovizia di dettagli di vita quotidiana che contengono. Sono in effetti una fonte storica sulla vita quotidiana di quel periodo di valore inestimabile.

Tuttavia non è questo lo scopo con cui vengono utilizzati in questo gioco, bensì come stimolo a cercare relazioni e a immaginare dialoghi. Cosa si diranno il grasso signore sulla botte e il personaggio buffo che la spinge? E quello sul cornicione cosa starà facendo? La signora sulle scale lo esorterà a scendere prima che si faccia male?

Il gioco consiste nello scegliere, all’insaputa del compagno, due personaggi e scrivere un breve dialogo di 4 battute plausibile (ma anche buffo, grottesco, stravagante) che renda riconoscibili i personaggi. Il compagno deve indovinare chi sono i due che parlano… Il gioco è ovviamente reciproco. Entrambi i bambini scrivono ed entrambi indovinano.

Se questo quadro non vi ispira, cercatene in rete altri di Pieter Bruegel il Vecchio… sono tutti diversi, ma tutti sullo stesso stile. Ovviamente non ci sono diritti di copyright sulle immagini: l’autore è deceduto 400 anni fa!

Ma quante chiacchiere

Autore: maestro Luca Randazzo

In classe cerco di seguire, a modo mio, le indicazioni del Writing and Reading Workshop, per il quale rimando al sito specifico. Alcune attività di attivazione si prestano poi a rimanere a disposizione nel piano di lavoro individualizzato, per chi avesse bisogno di rinforzare il meccanismo proposto.

Questo è un altro lavoro di consolidamento della punteggiatura dei dialoghi: le virgolette e l’andata a capo principalmente. Si gioca in due. Ogni bambino finge di essere un personaggio. Si recita il dialogo che si trova senza punteggiatura sulla scheda e si riscrive in modo corretto. Sul retro si trova il controllo. Per renderlo più accattivante io ho incollato le strisce su dei cartoncini colorati.

Questo lavoro permette anche, in modo indiretto, di immaginare il contesto in cui si svolge la scena. Di fatto diventa quindi anche un lavoro di comprensione della lettura…

Il lavoro si può anche portare a termine da soli, ma è sicuramente meno divertente. Per lavorare da soli è meglio uno strumento come Il microfono, che trovate sempre su questo blog.

Poiché le strisce sono solo 8, sarebbe gradito che qualcuno ne producesse almeno altrettante, variando i contesti e i personaggi. Scrivetemi tramite il blog se volete collaborare.

Il microfono

Autore: maestro Luca Randazzo

In classe cerco di seguire, a modo mio, le indicazioni del Writing and Reading Workshop, per il quale rimando al sito specifico. Alcune attività di attivazione si prestano poi a rimanere a disposizione nel piano di lavoro individualizzato, per chi avesse bisogno di rinforzare il meccanismo proposto.

Questo esercizio serve proprio a rendere automatica l’apertura del microfono (virgolette aperte) e la sua chiusura a fine discorso diretto (virgolette chiuse) ogni volta che si vuole far parlare un personaggio. Inoltre, essendo le vignette scritte in maiuscolo, impone anche di riflettere sull’uso della lettera maiuscola a inizio frase e dopo il punto.

L’esercizio è ottenuto incollando delle vignette con due personaggi che parlano su un cartoncino e riportando sul retro la trascrizione narrativa del dialogo rappresentato.

Le immagini dei file scaricabile in fondo a questo articolo sono scansioni di un vecchio fumetto di Topolino del 1991, pertanto ancora soggette al copyright della Mondadori, allora proprietaria del marchio. Tra l’altro le scansioni sono in bianco e nero e di qualità non sempre ottima. Vi invitiamo quindi a trovare voi stessi un fumetto ritagliabile e riprodurre lo strumento seguendo solo il consiglio del prototipo.

Se volete un esercizio simile, a da fare in coppia, guardate questo: Ma quante chiacchiere.