Autore: maestro Luca

Lo scoglio dello studio dei verbi mi assilla da anni. Da un lato la trovo fondamentale, molto di più che tutta la nomenclatura delle tipologie di nomi o di aggettivi. Alla fine il verbo è l’elemento che fa funzionare i discorsi. Dall’altro è snervante la fatica che fanno gli alunni ad operare trasformazioni, modifiche, coniugazioni adeguate al contesto. La richiesta: “Porta questo testo dal passato remoto al passato prossimo”, ad esempio, richiede competenze alte e produce occhi strabuzzati. Per questo l’esercizio analitico penso che abbia senso: scomporre in singole abilità una competenza aiuta ad affrontarla senza farsene sovrastare.
Fine del preambolo, ecco l’esercizio. La richiesta è mirata. Da una frase scritta in tempo presente se ne devono creare due, una nel tempo futuro semplice (domani) e una nel tempo passato prossimo (ieri). Sembra un esercizio meccanico, e certamente lo è quando si acquisisce il meccanismo. Tuttavia richiede dei prerequisiti tutt’altro che banali. In primis bisogna saper trovare il verbo nella frase. Poi bisogna passare dal presente all’infinito e da questo ai due tempi richiesti.
Semplice? Mah. Provate per verificarlo.